05 Feb 2015

Si parte con “l’Abc.” A Napoli l’acqua diventa bene comune

downloadL’ultimo esito positivo del referenduma dello scorso giugno sulla non privatizzazione dell’acqua ha dato un sostanziale segnale verso l’uso di questo bene naturale ed indispensabile per la nostra esistenza. Il Consiglio comunale di Napoli, in seduta pubblica e solenne, ha infatti votato la ripubblicizzazione del servizio idrico che sarà gestito da un nuovo Ente di Diritto Pubblico. L’Arin, ( Azienda risorse idriche napoletane S.p.a ) infatti cede il passo.La gestione dell’acqua sarà diretta, da ora in avanti, da un’azienda speciale a carattere totalmente pubblico e si chiamerà ” Abc”,( Acqua Bene Comune). Napoli così diventa la prima città italiana a mettere in pratica l’esito del voto referendario su un bene inestimabile che va valutato e non sprecato.”Non posso non esprimere la mia soddisfazione – ha dichiarato il sindaco di Napoli, De Magistris. “Ringrazio il “Movimento per l’acqua pubblica” che ha voluto ed ottenuto questo. Qualche mese fa firmai un referendum perchè ne comprendevo la valenza anche politica.” – ha poi aggiunto il primo cittadino di Napoli. La nuova azienda si avvarrà nel cda di due rappresentanti della cittadinanza attiva, su suggerimento delle associazioni ambientaliste, tre esperti per il settore tecnico, giuridico e manageriale. Tutto poi farà capo a un Comitato di controllo, formato da vari rappresentanti .”L’acqua in città – ha anche detto il sindaco – sarà gestita con sistemi di trasparenza, garantendo il controllo per la salute dei cittadini e tenendo i costi bassi.” Sulla questione dei prezzi è intervenuto anche Riccardo Realfonzo, titolare del Bilancio, il quale ha assicurato che l’Abc guarderà sicuramente e subito al bilancio, anche perchè l’obiettivo del nuovo Ente, è quello di reinvestire i guadagni in infrastrutture necessarie per la collettività. Contenere, abbassare le tariffe vorrebbe dire andare incontro a nuovi e migliori livelli di vita ambientale. Importante, a questo punto, sarà la prima riunione delle Rete europea dei Comitati per l’acqua pubblica che si terrà il 10 e 11 dicembre a Napoli, anche perchè è inammissibile che un bene cosi importante possa passare sotto il “comando” della multinazionale dell’acqua. L’acqua non è una merce e Bruxelles lo deve sapere.

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